Divorzio

L’istituto del divorzio disciplina condizioni e modi per ottenere lo scioglimento del vincolo coniugale e far riacquistare ai coniugi uno stato civile libero.

È di gran lunga più frequente l’ipotesi in cui il divorzio viene richiesto dopo il passaggio in giudicato della sentenza di separazione e trascorsi almeno tre anni dalla comparizione dei coniugi innanzi al Presidente del Tribunale (art. 3 l. n. 898/70 - link); più raramente avviene, invece, che il divorzio venga richiesto direttamente nei seguenti casi:

  1. quando l'altro coniuge sia stato condannato, anche per fatti commessi prima del matrimonio, all'ergastolo o alla reclusione superiore ai quindici anni o per determinati gravi reati;
  2. quando il matrimonio non è stato consumato;
  3. quando l'altro coniuge straniero abbia ottenuto all'estero l'annullamento o lo scioglimento del matrimonio o abbia contratto un nuovo matrimonio all'estero;
  4. quando è passata in giudicato la sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso a norma della Legge 14.04.1982 n. 164

Dal punto di vista processuale, anche il giudizio di divorzio può essere contenziosocongiunto, a seconda che esista o meno un accordo dei coniugi nel richiederlo: nel primo caso, il procedimento è un vero e proprio giudizio di merito a cognizione piena, mentre nel secondo la procedura è più snella, non necessita di istruttoria e si conclude all’esito di un’unica udienza.

In entrambi i casi, comunque, il procedimento si conclude con l’emissione dellasentenza di divorzio, la quale, oltre a rendere i coniugi liberi di stato, può prevedere in favore del coniuge economicamente più debole un assegno divorzile(art. 5 l. n. 898/70 - link). La previsione dell’assegno divorzile e il passaggio in giudicato della sentenza di divorzio sono, a loro volta, i presupposti che danno diritto all’ex coniuge economicamente più debole di richiedere una quota della pensione di reversibilità dell’altro nonché il 40% della sua indennità di fine rapporto (artt. 9 e 12 bis l. n. 898/70 - link).

In presenza di figli minorenni o maggiorenni, ma non ancora economicamente autosufficienti, la sentenza di divorzio dovrà provvedere anche in ordine al loroaffidamento e collocamentoall’assegnazione della casa coniugale e alcontributo al loro mantenimento.