E IL CONTRIBUTO AL MANTENIMENTO DEL CONIUGE SEPARATO COME SI CALCOLA?

L’art. 156 c.c. recita: “Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri. L’entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell’obbligato. Resta fermo l’obbligo di prestare gli alimenti di cui agli artt. 433 e seguenti”.

Il fondamento dell’obbligo di corrispondere il mantenimento al coniuge separato si trova nell’art. 143 c.c., laddove è previsto che dal matrimonio deriva anche l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale.

Nella prassi, quando entrambi i coniugi lavorano full time, occorre una considerevole sperequazione tra i loro due redditi perché venga stabilito un contributo al mantenimento del coniuge che guadagna meno; storicamente, infatti, l’istituto del contributo al mantenimento del coniuge venne previsto per tutelare la posizione delle mogli che, specie in passato, rinunciavano completamente al lavoro fuori casa per dedicarsi alla cura del marito e dei figli e si trovavano, dopo la separazione, sprovviste di un lavoro e, quindi, dei mezzi per vivere.

Anche oggi l’assegno viene per lo più previsto in favore delle mogli separate (e sempre a condizione che non sia loro addebitabile la separazione), sia quando non lavoravano in costanza di matrimonio sia nel caso, abbastanza frequente, in cui lavorino part time per dedicarsi alla famiglia; nel caso di lavoro full time, l’assegno verrà comunque previsto tutte le volte in cui il loro reddito sia sensibilmente inferiore a quello del coniuge.

La misura dell’assegno, stabilita caso per caso, tende a garantire al coniuge cui viene riconosciuto un tenore di vita il più possibile simile a quello avuto in costanza di matrimonio, e può essere sempre oggetto di modifica, sia in aumento che in diminuzione, ogni volta che cambia la situazione reddituale e patrimoniale che aveva reso necessaria la sua previsione.