QUANDO UNA PERSONA MUORE, IN CHE MODO VIENE DISCIPLINATA LA SUA SUCCESSIONE?

La legge prevede un sistema completo di norme che regolano la successione mortis causa, successione che si apre al momento della morte e nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto (art. 456 c.c.).

Tale sistema (definito successione legittima) regola l'acquisto dell'eredità da parte dei parenti del de cuius, in base ad un ordine preciso stabilito dagli articoli dal 566 al 585 del codice civile: l'ordine privilegia i parenti più prossimi e il coniuge, ma in assenza di alcune categorie di eredi si può arrivare a devolvere l'eredità ai parenti fino al sesto grado.

Tuttavia, il defunto può, in parte, modificare tale sistema legale, manifestando la sua diversa volontà attraverso il testamento.

La volontà espressa nel testamento determina nuove e diverse regole di acquisto dei beni facenti parte dell'eredità da parte dei soggetti a tal fine designati dal de cuius e tale nuovo sistema di regole si definisce successione testamentaria.

Le due diverse successioni possono, nel singolo caso, coesistere o escludersi a vicenda.

La successione legittima opera da sola quando non c'è un testamento, così come quella testamentaria esclude la prima quando il testatore ha lasciato disposizioni riguardanti la totalità del suo patrimonio, rispettando al contempo le norme di legge poste a tutela dei legittimari (cfr. FAQ Chi sono i legittimari e che diritti hanno?).

Le due tipologie di successioni operano, invece, congiuntamente quando esiste un testamento, ma esso ha lasciato disposizioni inerenti soltanto parte del patrimonio ereditario del de cuius, oppure esso non ha rispettato le norme poste a tutela dei legittimari.