RICONOSCIMENTO DI PATERNITÀ: FIGLIO CONCEPITO IN COSTANZA DI MATRIMONIO DA RELAZIONE EXTRACONIUGALE

Quando il bambino è nato o è stato concepito entro 300 gg. dalla pronuncia di separazione giudiziale, ovvero dalla omologazione di separazione consensuale ovvero dalla data della comparizione dei coniugi avanti al giudice, quando gli stessi sono stati autorizzati a vivere separatamente nelle more del giudizio di separazione, ovvero ancora entro 300 gg. dalla data dell’annullamento, dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio, egli si presume concepito durante il matrimonio e quindi assumerà il cognome del marito della madre (art. 231 c.c.). Per vincere questa presunzione, è necessario esperire l'azione di disconoscimento della paternità, disciplinata dal combinato disposto degli artt. 243 bis e 244 c.c., azione che può essere esercitata soltanto dal marito, dal figlio, una volta divenuto maggiorenne, e dalla madre. Quest’ultima deve tuttavia proporre l'azione entro sei mesi dalla nascita del figlio. 

Una volta rimosso (per effetto del passaggio in giudicato della sentenza che accoglie la domanda di disconoscimento) dall’atto di nascita del figlio il cognome del marito della madre, il padre naturale potrà procedere a riconoscere il bambino come figlio proprio, con il consenso della madre. 

Nel caso in cui la madre non prestasse il proprio consenso, il padre naturale dovrà intentare un’azione giudiziale avanti al Tribunale Ordinario territorialmente compente per l’accertamento giudiziale, ai sensi dell' art. 250 c.c.