Amico cane: tante responsabilità!

Amico cane, tante responsabilità non solo coccole

La normativa vigente per il passeggio del cane, responsabilità civile e penale in caso di aggressioni o danni, la spiega l'avvocato Fulvia Fois

Care lettrici e cari lettori,
questa settimana vorrei parlarvi delle misure che siamo tenuti ad adottare quando portiamo a passeggio i nostri amici a quattro zampe. Quali accorgimenti sono obbligatori? E cosa rischiamo se non ci atteniamo alla legge?
Vediamo di fare un po' di chiarezza.

Dobbiamo in primo luogo richiamare l’ordinanza contingibile ed urgente del Ministero della Salute del 6 agosto 2013, poi prorogata di anno in anno, riguardante la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani.
L’ art. 1 di detta ordinanza prevede che: 
1. Il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell'animale e  risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall'animale stesso. 

  1. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprieta' ne assume la responsabilita' per il relativo periodo. 
  2. Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane adottano le seguent misure: a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell'animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; b) portare con se' una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l'incolumita' di persone o animali o su richiesta delle autorita' competenti; c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento  adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive. 
  3. È fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con se' strumenti idonei  alla raccolta delle stesse”.

Da questa ordinanza ministeriale ricaviamo quindi alcune fondamentali informazioni e regole di comportamento. In primo luogo, gli obblighi incombono non solo sul proprietario ma anche su chi lo detiene ossia, in pratica, su qualsiasi terzo lo porti a passeggiare in aree urbane o in luoghi aperti al pubblico.

Deve trattarsi, in quest’ultimo caso, di persone che siano in grado di gestire perfettamente l’animale, a cui lo stesso riconosca obbedienza.

In secondo luogo, è fatto obbligo a chiunque porta a passeggio un cane di portare sempre con sé la museruola.

Cosa diversa è l’obbligo di farla indossare all’animale, che sussiste solo quando è vi è il concreto pericolo che l’animale possa arrecare danni alle persone o ad altri animali o quando vi è una specifica richiesta dell’autorità competente.

Ed ancora, chi porta a passeggio un cane, deve utilizzare un guinzaglio non più lungo di 1,50 metri, ad eccezione nelle aree cani, dove questi possono essere lasciati liberi.

Le feci degli animali devono essere obbligatoriamente raccolte e, di conseguenza, chi lo conduce fuori deve essere in possesso di materiale idoeno alla loro raccolta.

Ma quali sanzioni sono previste per chi lascia libero o non custodisce a dovere l’animale o, ancora, lo affida a persona non idonea?

Ebbene, l’art. 6 della citata ordinanza stabilisce che le violazioni alla disposizioni in essa contenute sono sanzionate dalle competenti autorità secondo le disposizioni in vigore.
Il che significa che al di là delle norme che hanno rilevanza penale
, sono le Regioni ed i Comuni a dover adeguare le loro fonti normative nell’ambito dei poteri loro delegati nella materia in discussione.

Possiamo dire, in generale, che se un cane senza museruola aggredisce un’altra persona, il proprietario dell’animale o chi in quel momento lo detiene, può incorrere nel reato di lesioni colpose, con apertura a suo carico di un procedimento penale. Addirittura, se dall’aggressione deriva la morte della persona l’accusa gravissima diventa di omicidio colposo. In ogni caso, la mera violazione di un delle regole suindicate comporta, in caso di contestazione, l’irrogazione di una sanzione amministrativa.

Lo prevede l’art. 672 del Codice Penale, secondo il quale “Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da venticinque euro a duecentocinquantotto euro. Alla stessa sanzione amministrativa soggiace: 1) chi, in luoghi aperti, abbandona a se stessi animali da tiro, da soma o da corsa, o li lascia comunque senza custodia, anche se non siano disciolti, o li attacca o conduce in modo da esporre a pericolo l'incolumità pubblica, ovvero li affida a persona inesperta; 2) chi aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l'incolumità delle persone.

Non va dimenticata, poi, la responsabilità civile.

Infatti, se l’animale provoca lesioni ad altre persone, il proprietario o chi in quel momento deteneva l’animale è tenuto a rispondere dai danni provocati, patrimoniali e non patrimoniali, a titolo di responsabilità extracontrattuale e ciò ai sensi dell’art. 2052 del Codice Civile, secondo il quale “il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”.

Il che signiifica, in altri termini, che la responsabilità civile nasce sulla base del mero rapporto intercorrente tra la persona e l'animale e del nesso causale tra il comportamento di quest'ultimo e l'evento dannoso.

La prova del caso fortuito, da intendersi quale fattore esterno non previsto né prevedibile, generatore del danno concretamente verificatosi, può interrompere il nesso causale ma la prova di esso deve essere fornita dal proprietario o da chi lo deteneva al momento del fatto.
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