Contributi alle famiglie con minori come alle aziende

Fulvia Fois: "Chi sta a casa con i bambini se lavoriamo? Contributi alle famiglie con minori, come alle aziende"

Tutti si stanno preparando alla fase 2, ma ancora dal Governo non sono uscite proposte per i minori a casa davanti al pc a seguire le lezioni scolastiche. Fulvia Fois chiede contributi per l'acquisto di pc, di rete internet, e per la gestione dei figli

Rovigo - "Il pc é diventata la nuova scuola? Chi sta a casa con i nostri bambini se lavoriamo?". Fulvia Fois, avvocato di Rosolina esperto di diritto di famiglia, mette il dito in una delle piaghe della nuova fase 2 del Coronavirus, che sembra prevederà, seppur con il rispetto di prescrizioni sanitarie precise, tutti al lavoro e i figli minori a casa. "Se ogni situazione di emergenza e contingenza è per me motivo di opportunità  da svelare, e quindi motivo di crescita, ora mi chiedo come il Governo intenda gestire la fase 2 per le famiglie".

"Ce lo spieghino il ministro all'Istruzione e il premier Giuseppe Conte. Non solo i nostri bambini subiscono inermi gli effetti di una quarantena che li priva di un’attività scolastica continuativa e costruttiva, ma anche di tutte le attività sociali, scuola, sport, doposcuola, nonni compresi, ma ora dovrebbero rimanere a casa da soli?". Il problema emerso in queste ore di preparazione alla fase 2 non ha avuto alcun straccio di risposta. Di sicuro i bambini non possono stare con i nonni, si è detto che gli anziani sono una categoria sensibile al Coronavirus, da proteggere a tutti i costi. "Le aziende avranno gli incentivi promessi per la ripresa, ma anche le tutte le famiglie con figli minori necessitano di sostegno concreto: - spiega Fois - in primis di rete internet funzionante e veloce gratis per permettergli di seguire l’attività scolastica con continuità e quindi in modo proficuo; agevolazioni importanti per l’acquisto di pc e stampante; voucher per baby sitter". Senza contare che il voucher baby sitter, di cui si è parlato poco, lascia le famgilie un poco frastornate, "chi ci assicura che la baby sitter non sia asintomatica?" esemplifica Fois.

"Il governo deve assolutamente comprendere la situazione delle famiglie con minori e trovare delle soluzioni efficaci. Ignorarle non è un buon modo di procedere, per questo il governo deve mettere in piedi un programma di forte contribuzione alle famiglie in modo che possano affidarsi a dei servizi di gestione qualificati e sicuri per i propri figli", insomma le famiglie con minori non siano di serie B in questa guerra contro il Coronavirus. "Ci vogliono soluzioni concrete da parte del Governo delle Regioni e dei Comuni a tutela dei minori e delle loro famiglie” incalza Fois.

La scuola in modalità telematica funziona? "Vogliamo parlare dei computer a casa a dimensione di bambino? - chiede retoricamente Fois - Da un lato sono dispiaciuta perché fino all'altro ieri abbiamo sostenuto che ore e ore davanti al computer fanno male, che la tecnologia in mano ai bambini, senza gestione di un adulto, crea dipendenza. Ed ora siccome siamo in emergenza e non ci siamo organizzati prima si decide di lasciare a casa i bambini davanti ai computer che é diventato la nuova scuola, mentre noi chiaramente lavoriamo. Sempre che la scuola faccia lezioni online. Apro una parentesi: quante scuole primarie e secondarie di primo grado stanno svolgendo le lezioni telematiche? Servirebbe un censimento. Da quel che so io molto poche. E anche lì  bisognerebbe ci fosse una riflessione globale sugli apprendimenti senza una verifica diretta o verifica quantomeno limitata. I nostri ragazzi quanto imparano dalle lezioni on line? Mi riferisco soprattutto agli alunni delle scuole primarie.

In ogni caso lo Stato deve consentire a tutti di avere un computer con rete internet funzionante e potente sia in upload che in down load, deve contribuire all'acquisto di software ed hardware per garantire a tutti i bambini, senza distinzione alcuna, di seguire attivamente le lezioni". "E’ necessario inoltre che i comuni possano gestire in autonomia per questi motivi urgenti i soldi accumulati e destinati al fondo di riserva dello Stato" propone Fois.
Dal punto di vista sanitario, "ci vogliono poi dei test a tutta la popolazione per verificare chi ha già sviluppato l’immunita al Coronavirus e così regolarsi di conseguenza".

                                                                                                                                                                                                                                                            Avv. Fulvia Fois