Coronavirus: incontrare i figli affidati all'altro genitore

DIRITTO E TUTELA 3.0 - Incontrare i figli affidati all’altro genitore in tempi di Coronavirus

L’avvocato Fulvia Fois risponde alla domanda postagli di frequente in questi giorni: come deve comportarsi il genitore non collocatario dei minori rispetto al diritto di visita alla luce dei decreti anti Covid

Care lettrici e cari lettori,

molti di voi in questi giorni di grande emergenza sanitaria e di importantissime restrizioni alla libertà di movimento mi hanno contattata chiedendomi come debbono comportarsi rispetto al diritto di visita del genitore non collocatario.
In altri termini, gli spostamenti per andare a prendere e riportare i figli all’altro genitore sono da considerarsi “necessari” e quindi consentiti dalla normativa attualmente in vigore?

Vediamo di fare chiarezza.

Il nostro Governo lo scorso 10 marzo, a seguito dell’emanazione dei decreti dell’8/9 marzo 2020 (art. 1 c. 1 lett. a), che impone di  “evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all'interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”, ha precisato che il diritto di visita rientra in una delle situazioni di necessità che rendono lecito l’allontanamento dal proprio domicilio.

Più precisamente, si legge sul sito istituzionale del Governo che “gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l'altro genitore o comunque presso l'affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio”.

Peraltro, il giorno successivo detto chiarimento, l’11 marzo 2020, il Tribunale di Milano, interessato in via d’urgenza della questione da parte di un genitore separato, la cui  moglie si era trasferita temporaneamente in un comune diverso da quello del marito, ledendo così il suo diritto di raggiungere la prole presso la nuova abitazione della madre, stante l’obbligo imposto dalla normativa d’urgenza di rimanere all’interno del territorio del proprio comune, ha deciso: “Sono consentiti gli spostamenti finalizzati a rientri presso la residenza o il domicilio cosicchè nessuna chiusura di ambiti regionali può giustificare violazioni di provvedimenti di separazione o divorzio vigenti” .

Il nuovo decreto dello scorso 22 marzo non ha modificato nulla al riguardo.

Di conseguenza, i genitori non collocatari possono continuare ad esercitare il diritto di visita, andando a predere e riaccompagnando i figli presso l’altro genitore anche se risiede in un altro comune.

In questo caso bisogna munirsi dell’autocertificazione con cui motivare la ragione dello spostamento e, se in possesso, tenere con sé una copia dei provvedimenti giudiziali che disciplinano il diritto di visita.

Ad avvalorare questa interpretazione anche la circostanza che lo scorso 25 marzo sul sito del Governo, nella sezione Faq è stato pubblicato quanto segue: “ Sono separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli? 

Sì, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio”.

Se questa è la regola generale da osservarsi, va detto che allorquando il genitore che deve esercitare il diritto di visita è un soggetto esposto ad alto rischio di contagio o se lo è il luogo in cui dovrebbe condurre i figli e questi non voglia rinunciarvi, l’altro genitore può ricorrere d’urgenza al tribunale con un ricorso ex art. 709 ter c.p.c. chiedendo che vengano imposte al genitore delle limitazioni al normale esplicarsi delle visite o una differente modalità di svolgimento, tali da salvaguardare l’incolumità di tutti.

In altre parole, il diritto di visita va esercitato ma in maniera responsabile e osservante della normativa d’urgenza attualmente in vigore, ossia trasportando i figli con mezzi idonei, evitando loro il contatto con terze persone e, più in generale, adottando ogni altra cautela che il buon senso impone in questa situazione di grave emergenza sanitaria.

Sono certa che questa rubrica potrà esservi di aiuto in questo momento difficile anche e soprattutto per le famiglie “separate”.

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