Covid 19: le nuove restrizioni di movimento del Dpcm sono davvero adeguate?

WWW.DIRITTOETUTELAFOIS.COM - Covid 19, le nuove restrizioni di movimento del Dpcm. Le misure sono davvero adeguate per tutelarci?

L'avvocato Fulvia Fois spiega dettagliatamente e con semplicità l'Italia divisa in tre colori.

Care lettrici e cari lettori, 

in questo periodo Covid -19 in cui tutti ci sentiamo come un gregge ammaestrato dall’emergenza di cui talvolta non comprendiamo bene neppure la gravità, il nuovo DPCM entrato in vigore venerdì 6 novembre ha imposto, dividendo l’Italia in 3 colori giallo, arancione e rosso prescrizioni limitative del nostro diritto di movimento e quindi di azione e ciò a tutela della salute pubblica.

Tenendo conto di ciò, di seguito ho risposto ad alcune domande che mi sono pervenute dai lettori.

GIALLA, ARANCIONE E ROSSA: COSA DETERMINA IL COLORE DI UNA REGIONE?
La suddivisione dell’Italia in questi 3 colori è stata effettuata secondo una valutazione basata su 21 criteri tra cui il grado di contagiosità raggiunto, la capacità di risposta del sistema sanitario e il tasso di spostamenti registrati in ogni singola regione. 

Questi parametri vengono rivalutati settimanalmente, per cui è ben possibile che una regione “arancio”, a fronte di un generale miglioramento dei suddetti dati, sia successivamente qualificata come “gialla” o viceversa.

QUALI SONO LE LIMITAZIONI PREVISTE PER OGNI ZONA?

ZONA GIALLA - MINORI RESTRIZIONI
• Spostamenti
: la maggior parte delle regioni, tra cui anche il nostro Veneto, rientra nell’area gialla ovvero quella avente le minori restrizioni. In queste zone è possibile spostarsi liberamente non solo all’interno della singola regione ma anche tra regioni gialle (ad es. tra Veneto ed Emilia Romagna o tra Toscana e Liguria), essendo solo raccomandato di non spostarsi se non per motivi di salute, lavoro o necessità. 

  • Torna l’autocertificazione: è comunque previsto anche nella zona gialla, come nel resto d’Italia, il coprifuoco dalle 22 alle 5; questo significa che in questa fascia oraria non dovrà circolare nessuno e chi dovesse necessariamente farlo per motivi di lavoro, salute o necessità, dovrà essere munito di apposita autocertificazione

    • Negozi e attività

: I centri commerciali sono chiusi in tutti i giorni festivi e prefestivi (quindi anche il sabato e la domenica) ma restano sempre aperti farmacie, parafarmacie, supermercati, tabaccherie ed edicole situati al loro interno. I negozi, compresi parrucchieri e centri estetici, possono continuare a svolgere la propria attività seguendo il consueto orario di apertura e chiusura.

• Bar e ristoranti: I bar e i ristoranti chiudono alle ore 18, rimanendo comunque possibile effettuare il servizio a domicilio senza restrizioni temporali. Potremo inoltre acquistare il nostro cibo da asporto fino alle 22.

 Servizi: Vengono chiusi musei, mostre, cinema, teatri, centri sportivi, piscine e vengono anche sospese tutte le attività di sale scommesse, slot, bingo, anche se ubicate in bar e tabaccherie. La capienza dei mezzi pubblici è ridotta del 50%, ad eccezione degli autobus adibiti al trasporto scolastico, che continueranno a svolgere la propria attività a pieno regime.

 Attività scolastica: Restano aperte le scuole dell’infanzia, elementari e medie, essendo prevista la didattica a distanza unicamente per le scuole superiori ad eccezione degli alunni affetti da disabilità, i quali 

 

ZONA ARANCIONE 

Del tutto inaspettatamente sono state qualificate come “zona arancione” solamente la Puglia e la Sicilia: la scelta in questo caso è stata dettata dalla sproporzione tra i positivi – che aumentano ogni giorno - e i posti letto disponibili; il delicato equilibrio tra questi due valori comporta il concreto pericolo che a fronte di un ulteriore aumento dei contagi, il sistema sanitario possa andare al collasso. In via preventiva, dunque, il Governo ha previsto che in questi territori non solo sono vietati gli spostamenti dalla regione, ma sono altresì vietati gli spostamenti tra comuni a meno che si tratti di situazioni di lavoro, salute o necessità. Per il resto, le misure adottate sono quasi totalmente identiche a quelle previste per la zona gialla, fatta eccezione per bar e ristoranti che in Puglia e Sicilia rimarranno sempre chiusi, ferma restando la possibilità di asporto fino alle 22 e consegna a domicilio senza limiti di orario.

ZONA ROSSA 

Rientrano nella zona rossa la Lombardia, il Piemonte, la Calabria e la Valle d’Aosta, regioni in cui verrà attuato una sorta di lockdown in miniatura. È previsto infatti il divieto di spostamento anche all’interno dei comuni di residenza, a meno che gli stessi siano dettati da motivi di lavoro, salute o necessità (ad es. andar a prendere i bambini a scuola): sarà dunque necessario avere sempre con sé l’autocertificazione compilata.

  • Negozi e attività: restano aperti soltanto i supermercati, i negozi di prima necessità (cura della persona, ferramenta…), le edicole, le tabaccherie, le lavanderie, i barbieri e i parrucchieri che potranno lavorare seguendo i consueti orari di apertura; tutte le altre attività - compresi i centri estetici - dovranno rimanere chiuse.
    • Bar e ristoranti: come per la zona arancione, anche nella zona rossa bar e ristoranti rimangono chiusi; sarà possibile comunque il servizio di consegna a domicilio senza limiti orari e l’asporto fino alle ore 22.
    • Servizi: restano chiusi musei, mostre, cinema, teatri, centri sportivi, piscine e palestre; sarà possibile svolgere attività motoria (passeggiate, esercizi ginnici…) soltanto nei pressi della propria abitazione e comunque indossando sempre la mascherina, mentre corsa e jogging sono permesse anche nei parchi ma deve essere sempre rispettata la distanza interpersonale.
    • Attività scolastica: vengono garantite le lezioni in presenza per gli alunni delle scuole dell’infanzia, delle elementari e della prima media, mentre dalla seconda media fino alla quinta superiore si avrà la didattica a distanza.

DEVO SEMPRE PORTARE LA MASCHERINA ANCHE ALL’APERTO?

Molti di noi non hanno ancora ben chiaro quale sia, effettivamente, il comportamento da tenere all’aperto o nei locali: mascherina sì, mascherina no, sul naso, sotto al mento, in mano… si vedono tantissime interpretazioni degli obblighi imposti dal Governo, ma qual è l’interpretazione corretta?

L’art. 1 del Dpcm 6 novembre 2020 prevede l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi diversi dalle abitazioni private, nonché nei luoghi all’aperto a meno che le condizioni non ci consentano di rispettare comunque l’isolamento personale: questo significa che se sto passeggiando alle 20.00 e in giro non c’è anima viva, non avrò l’obbligo di indossare la mascherina.

Diversamente, qualora la mia passeggiata si tenesse la domenica pomeriggio all’ora di punta, l’impossibilità di tenermi a debita distanza dalle altre persone, mi obbligherà a portare sempre e comunque la mascherina anche all’aperto. Sono per così dire “esonerati” dall’obbligo i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva, i bambini minori di sei anni e i soggetti con patologie o9 disabilità incompatibili con l’uso della mascherina (ad es. soggetti asmatici).

Per chi non rispetta queste previsioni, ad esempio perché non indossa la mascherina o la indossa sotto il naso o sotto il mento, è previsto il pagamento di una sanzione che può variare dai 400 ai 1.000 euro.

COVID-19 E DIVIETO DI PIGNORAMENTO SULLA PRIMA CASA, DI COSA SI TRATTA?

A marzo 2020, il Decreto Cura Italia ha disposto lo stop dei pignoramenti sulla prima casa fino al 25 ottobre 2020; misura che è stata di recente estesa fino al 1 gennaio 2021 grazie al cd. Decreto Ristori del 28 novembre scorso.

L’art. 4 del suddetto decreto prevede che tutte le attività di esecuzione aventi ad oggetto la prima casa del debitore sono sospese fino al 31 dicembre 2020, fermo restando che per prima casa si intende l’abitazione in cui la persona dimora abitualmente con la propria famiglia.

Ma non finisce qui! 

Per dare un aiuto ancora più concreto a tutti i soggetti che si trovano in stato di passività, l’art. 4 dispone altresì che è inefficace ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare che abbia ad oggetto l’abitazione principale del debitore e che sia stata effettuata dal 25 ottobre 2020 alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

È VERO CHE SONO SOSPESI GLI SFRATTI ANCHE PER LE ABITAZIONI AD USO PRIVATO?

Sì, è vero! 
Il Decreto Rilancio del maggio 2020, all’art. 17-bis ha stabilito la sospensione dell’esecuzione degli sfratti sia sugli immobili ad uso commerciale che su quelli ad uso abitativo fino al 31 dicembre 2020.

Ipotizziamo di essere in ritardo con il pagamento dell’affitto e di aver ricevuto un’intimazione di sfratto per morosità dal locatore, nonché proprietario dell’immobile in cui viviamo; ebbene, grazie al Decreto Rilancio, anche qualora il proprietario dell’immobile ottenesse una convalida di sfratto o un’ordinanza di sfratto dal giudice, questi provvedimenti non potranno essere materialmente eseguiti se non a partire dal 1 gennaio 2021.

Credo personalmente che quanto sta capitando a tutti noi e soprattutto ai nostri bambini, che stiamo privando delle gioie della loro età più bella, costringendoli ad usare, per il loro bene si intende, la mascherina, a stare distanti dagli amici e compagni di scuola, a non fare attività sportiva, a non abbracciare più nessuno  e soprattutto i nonni perché sono anziani, debba essere affrontato con determinazione e coraggio e soprattutto con la convinzione ferma che questa pandemia è stata creata dall’uomo e verrà sconfitta dall’uomo ma che prima che ciò accada non dobbiamo perdere la nostra umanità, l’amore per le cose belle, la volontà di lavorare nonostante le difficoltà e di combattere per le cose in cui crediamo.

Ritengo che l’aver prescritto la chiusura alle 18 dei ristoranti e bar sia una scelta non corretta dopo che queste attività si sono dotate dei presidi di sicurezza anti covid investendo denaro per la sicurezza dei propri utenti. Il semplice differimento delle scadenze di pagamento di tasse, imposte e contributi non è una misura sufficiente né adeguata alla situazione reale in cui l’economia dei singoli e quella globale si sta fracassando. Come sarà possibile pagare se l’attività svolta è rimasta chiusa?

I bambini che rimangono a casa da scuola chi li guarda? Li vogliamo lasciare a casa da soli anche se minorenni per non perdere il lavoro? 

Le domande e le provocazioni, costruttive, sono davvero tante e Vi invito a scrivermele così da consentirmi di affrontarle e magari di confrontarci anche pubblicamente nella mia rubrica o durante la mia trasmissione radio (ogni venerdì dalle 11 alle 12 su Delta Radio) nel corso della trasmissione FoiSolutions 2.22.

Visitate e seguitemi sulla mia pagina facebook Fulvia Fois, scrivetemi in messanger o al seguente indirizzo mail dirittoetutela3.0@gmail.com oppure compilando il format su www.dirittoetutelafois.com.

Confrontiamoci e andiamo avanti insieme.

                                                                                                                                                                                                                                                                  Avv. Fulvia Fois