DDL Zan: il disegno di Legge che divide l'Italia

WWW.DIRITTOETUTELAFOIS.COM - Il disegno di Legge che divide l’Italia: Ecco cosa prevede il Ddl Zan
L’avvocato Fulvia Fois evidenzia alcuni aspetti di criticità nella Legge che mira ad estendere le disposizioni già previste per i reati a sfondo razziale alle discriminazioni basate sul sesso, sul genere, l’orientamento sessuale o la disabilità

Care lettrici e cari lettori,
in questi giorni stiamo sentendo molto parlare del cosiddetto Ddl Zan, che sta suscitando tantissime reazioni sia positive che negative, soprattutto perché molti personaggi dello spettacolo si sono esposti pubblicamente e politicamente affinché questo progetto trovi presto applicazione.

Emblematico è stato il tanto discusso intervento di Fedez durante il concertone del I maggio, in cui il rapper, stigmatizzando le opinabili dichiarazioni rese da alcuni politici, ha sottolineato l’indispensabile attuazione del suddetto progetto.
Ma che cosa il Ddl Zan prevede in concreto?
Il Ddl Zan – che prende il nome dal deputato Alessandro Zan che l’ha presentato - è un

progetto di legge che ha l’obiettivo di inasprire le pene per chi commette atti di discriminazione basati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità.
In particolare si prevede:

  • Reclusione fino a 18 mesi o multa fino a 6.000 euro per chi commette atti di discriminazione a sfondo omotransfobico o contro i disabili;
  • Reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi;
  • Reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi fa parte o sovvenziona organizzazioni che incitano alla discriminazione o alla violenza basate sul sesso, sul genere o sulla disabilità;
  • Aumento della pena fino alla metà per ogni reato commesso al fine di discriminazione o di odio.

Perchè suscita tanto scalpore?
L’elemento che ha acceso la polemica sarebbe riconducibile al fatto che per mesi il disegno di legge è rimasto in “stand-by” alla Commissione Giustizia, soprattutto a causa dell’ostruzionismo posto in essere da alcuni partiti.
Per questo molte celebrità, non tollerando ulteriormente che i dissidi politici potessero ritardare il taglio di un così importante traguardo, hanno deciso di farsi paladini del DDL ZAN e di chiamare all’azione tutti i cittadini che da anni aspettano un intervento normativo di questo tipo.
È sicuramente un progetto di legge dai nobili intenti, che mira ad

estendere le disposizioni già previste per i reati a sfondo razziale alle discriminazioni basate sul sesso, sul genere, l’orientamento sessuale o la disabilità.
Tuttavia, si sono già evidenziati alcuni aspetti di criticità.
Non solo si discute su quale sia la definizione da attribuire al termine “sesso”, “genere”, “orientamento sessuale” ed “identità di genere”,

ma si lamentano anche i profili di tolleranza che il progetto ha previsto.
In particolare, si prevede che il condannato posa ottenere la sospensione condizionale della pena qualora presti un lavoro in favore delle associazioni di tutela delle vittime dei suddetti reati, oltre al fatto che è stata inserita la cosiddetta

 “clausola salva idee”, ovvero una scriminante per la libera espressione di convincimenti o opinioni, così come del pluralismo di idee e della libertà delle scelte.
Cosa ne penso io?

È evidente che si tratta di un disegno di legge che farà molto discutere e noi possiamo solo augurarci che trovi presto applicazione.
Quello che fa riflettere, però, è che nel 2021 questioni come questa debbano ancora essere discusse e creino ancora così tanti contrasti: il rispetto della persona nella sua totalità è fondamentale ed è impensabile che la libertà, nel senso più ampio del termine, rischi di rimanere schiava della politica.
Voi cosa ne pensate?
Se avete delle domande o volete suggerirmi un argomento di cui parlare, potete farlo scrivendomi all’indirizzo e-mail dirittoetutela3.0@gmail.com o compilando il form che trovate sul sito www.dirittoetutelafois.com.

                                                                                                                                                                                                                                                                      Avv. Fulvia Fois