DL infrastrutture: nuovi diritti e sanzioni per chi si mette al volante

WWW.DIRITTOETUTELAFOIS.COM - DL Infrastrutture: nuovi diritti e sanzioni per chi si mette al volante

L'avvocato del foro di Rovigo Fulvia Fois commenta il nuovo decreto del Governo che si occupa anche di alcune importanti modifiche al Codice della strada, soprattuto in materia di parcheggi

 

care lettrici e cari lettori,

questa settimana voglio parlare con voi di importanti novità che riguardano il Codice della Strada.
Il 2 settembre u.s., infatti, il Consiglio Dei Ministri ha approvato il decreto dedicato alla sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale, meglio conosciuto come DL Infrastrutture, il quale si pone come generico obiettivo quello di incentivare gli investimenti per migliorare la mobilità tra le varie regioni e ridurre il divario infrastrutturale esistente, nonché rendere più sicura la circolazione stradale e ferroviaria.

A questo proposito, infatti, non solo è stato previsto che le Regioni possano utilizzare una quota delle risorse assegnate dal Governo per i servizi aggiuntivi anche per potenziare i controlli sui mezzi, e non solo verranno introdotte misure per agevolare gli investimenti per la sicurezza delle infrastrutture ferroviarie e delle dighe, ma sarà possibile accedere al “Fondo perequativo infrastrutturale” con una dotazione di 4,6 miliardi di euro per gli anni 2022-33, al fine di “attenuare” il divario Nord-Sud.
Nonostante l’ambito di applicazione del Decreto sia davvero amplissimo, con questa rubrica ci soffermeremo sulle novità che, più di altre, andranno a riguardare la quotidianità dei cittadini, ovvero le modifiche al Codice della Strada.

Un importante obiettivo del DL Infrastrutture sembra infatti essere quello di garantire la sosta – anche incrementando le sanzioni per eventuali violazioni – ad alcune categorie di automobilisti ed in particolare:

  • Alle donne in gravidanza e alle famiglie con bambini di età inferiore ai due anni verranno riservati appositi parcheggi (denominati stalli o parcheggi rosa) più vicini e comodi agli esercizi commerciali, per accedere ai quali basterà munirsi del cd. permesso rosa presso gli uffici del Comune di residenza;
  • Disabili: il Decreto prevede che se una persona disabile trova il parcheggio ad essa riservato occupato da un altro – irrispettoso – automobilista, allora potrà parcheggiare liberamente all’interno delle strisce blu senza pagare;
  • Organi di polizia stradale, vigili del fuoco, servizi di soccorso;
  • Mezzi adibiti al traporto scolastico, al carico/scarico merci ed auto elettriche potranno avere spazi di sosta riservati, con la conseguenza che chi occupa queste aree senza averne diritto o senza aver chiesto apposito permesso, dovrà pagare una sanzione aumentata fino al doppio di quella base prevista.


Per l’appunto, uno degli elementi di maggior novità riguarda proprio l’aumento delle sanzioni normalmente previste dal Codice della Strada per la violazione del divieto di sosta.
Basti pensare che il testo del Decreto prevede il raddoppio delle sanzioni per chi occupa posti riservati ai disabili: in questo caso la sanzione va dai 168 ai 672 euro.
Allo stesso modo, chi occupa indebitamente i cd. “posti rosa” o non ne rispetta le condizioni di utilizzo rischia di dover sostenere una multa dagli 87 ai 344 euro.

COSA NE PENSO IO?
Credo che la previsione di spazi di sosta riservati a particolari categorie di soggetti – pensiamo soprattutto alle donne in gravidanza e ai disabili – sia un chiaro segno di sensibilità, nonché un invito alla sensibilizzazione della collettività.
Ciononostante, non posso non riconoscere che qualcosa, nel testo normativo, mi fa sorridere.
Pensiamo, ad esempio, ad un disabile che trova il proprio posto riservato occupato da qualcuno che non ne ha diritto: permettere a quello stesso disabile di parcheggiare gratuitamente all’interno delle strisce blu gli permetterà di scendere agevolmente dalla propria vettura e di accedere con facilità agli uffici o agli esercizi commerciali cui era diretto?
La risposta non può che essere negativa.
È evidente, dunque, che la previsione di un “premio” – per così dire - dell’avente diritto non è sufficiente e, di certo, non altrettanto garantistica quanto la punizione e conseguente inibizione del colpevole, elemento sul quale ritengo occorra lavorare maggiormente.


Se avete delle domande o volete propormi un argomento di cui parlare, potete farlo scrivendomi all’indirizzo e-mail dirittoetutela3.0@gmail.com o compilando il form che trovate sul sito www.dirittoetutelafois.com


                                                                                                                                                                                                                                                                 Avvocato Fulvia Fois