Green pass: il certificato delle perplessità

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L'avvocato del foro di Rovigo Fulvia Fois cerca di fare chiarezza, esaminando gli interrogativi principali e più frequenti che possono sorgere durante l’attività di esibizione o controllo del certificato verde

 Care lettrici e cari lettori,
come ben sappiamo, dal 6 agosto 2021 è entrato in vigore l’obbligo di esibire il green pass, ovvero il “certificato verde”per accedere ai servizi di ristorazione al chiuso, musei, spettacoli aperti al pubblico, piscine e palestre, centri benessere, concorsi pubblici ecc..

Nonostante si sia parlato parecchio, anche nei mesi precedenti, dell’adozione del green pass, sono davvero moltissimi i dubbi che affliggono quotidianamente non solo gli avventori e i consumatori ma anche gli esercenti e gli imprenditori che non sanno bene come approcciarsi a questo nuovo compito di verifica ed entro quali limiti operare i necessari controlli circa il rispetto della normativa.
Cerchiamo allora di fare chiarezza, esaminando gli interrogativi principali e più frequenti che possono sorgere durante l’attività di esibizione o controllo del green pass.

Innanzitutto, quando e come posso ottenere il green pass?
La certificazione viene generata automaticamente ed erogata: Con la prima dose di vaccino, dal 12° giorno dopo la somministrazione;

  • Con la seconda o unica dose di vaccino la certificazione sarà generata entro 24/48 ore dalla somministrazione;
  • Con un tampone molecolare o test antigenico rapido, dopo poche ore dall’effettuazione del test;
  • A seguito della guarigione dal Covid da meno di sei mesi la certificazione sarà generata tendenzialmente nella giornata successiva alla comunicazione dell’avvenuta guarigione.

quando il green pass sarà stato generato, sarete avvisati tramite e-mail o sms, dopodiché potrete scaricare la certificazione tramite l’App Immuni  l’App IO oppure accedendo al proprio fascicolo sanitario elettronico.

Chi non ha dimestichezza con gli strumenti informatici, invece, potrà chiedere che il green pass sia scaricato dal proprio medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta, o dal farmacista, ai quali dovrà comunicare il proprio codice fiscale e i dati della tessera sanitaria: in questi casi la certificazione verde Covid-19 potrà essere stampata – e quindi consegnata in cartaceo – oppure inviata vie e-mail ad un indirizzo da voi indicato.
Ricordate di scaricare sempre il green pass: una semplice stampa od uno screenshot dell’esito negativo del tampone non sarà sufficiente e non vi permetterà di accedere ai servizi per cui si rende necessario il green pass.


Il green pass è subito valido?
Dobbiamo considerare che non tutti i green pass sono immediatamente validi!
Questo è uno dei maggiori errori che vengono commessi dagli avventori di locali e strutture recettizie che pur essendo in possesso di green pass si sentono dire che il loro certificato non è valido.
Il motivo? Molto semplice!
Se vi è stata somministrata la prima dose di vaccino, il certificato verde diventa valido dal 15esimo giorno dopo la prima vaccinazione e fino alla seconda dose: una volta effettuata la seconda dose sarà poi valido 9 mesi.

Se invece avete effettuato un tampone risultato negativo, il green pass sarà valido per le 48 ore successive all’orario del prelievo, dopodiché perderà di efficacia.

Infine, se siete guariti dal Covid-19 nei sei mesi precedenti, il Green Pass sarà valido per 6 mesi che decorrono dal giorno del primo tampone positivo.

Mi hanno chiesto di esibire anche il documento di identità oltre al green pass: è lecito?
La possibilità del gestore di un locale o di un esercente di chiedere l’esibizione del documento d’identità insieme al green pass è stato uno dei temi più discussi e più incerti degli ultimi giorni, fino a quando il Viminale ha chiarito che il documento di identità potrà essere richiesto in caso di “palese violazione”, ovvero quando vi siano manifeste ed evidenti incongruenze.
Pensiamo, ad esempio, ad una giovane ragazza che esibisce un valido green pass che, tuttavia, riporta i dati anagrafici di una donna in realtà ben più anziana (ad es. la nonna): questo è un caso di manifesta incongruenza tra i dati di chi esibisce il certificato e quanto riportato nel certificato stesso, per cui in tale ipotesi l’addetto ai controlli dovrà necessariamente chiedere l’esibizione anche del documento d’identità.
In tutti gli altri casi la verifica dell’identità della persona in possesso della certificazione verde ha natura discrezionale.
Ciò significa che gli esercenti potranno, in caso di dubbio, chiedervi di esibire i documenti, richiesta alla quale non potrete sottrarvi.

Cosa rischiano il privato e l’esercente se non rispettano le regole sul green pass?
La violazione dell’obbligo di green pass per la fruizione di determinati servizi può comportare sanzioni, anche molto pesanti, sia per il privato che per l’esercente o il gestore dell’attività-.
Il privato rischia infatti una multa che va dai 400 ai 1.000 euro a seconda della gravità della violazione – oltre alla possibilità di incorrere in responsabilità penale per il reato di falsità materiale commessa da un privato o falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale, punito con la reclusione da uno a sei anni.
L’esercente invece, oltre alla multa da 400 a 1.000 euro, rischia la chiusura della propria attività da 1 a 10 giorni nel caso in cui la violazione avvenga per almeno tre volte in tre giorni diversi.


COSA NE PENSO IO?
Credo che ognuno di noi debba apportare il proprio contributo e fare la propria parte affinché questa situazione possa trovare presto fine.
In quest’ottica è necessario non solo avere ben chiaro quali sono le regole da rispettare – ed evitare di fare inutilmente i “furbetti” – ma anche e soprattutto collaborare con gli esercenti e i gestori delle attività che in questo momento, a volte anche rimettendoci, stanno semplicemente applicando la legge.

Se avete delle domande o volete propormi un argomento di cui parlare, potete farlo scrivendomi all’indirizzo e-mail dirittoetutela3.0@gmail.com o compilando il form che trovate sul sito www.dirittoetutelafois.com

                                                                                                                                                                                                                                                                   Avvocato Fulvia Fois