MALASANITA'.
Tutte le domande e le risposte sulla responsabilità medica Ecco la Tutela e i diritti

Tutte le domande e le risposte sulla responsabilità medica

Ecco la Tutela e i diritti 

DIRITTO E TUTELA 3.0 L’avvocato Fulvia Fois porta all’attenzione tutti i casi in cui si parla di tutela del diritto alla salute e della dignità professionale medica. Danni, responsabilità civile e penale, in base alla riforma delle linee guida 

Quando la responsabilità medica fa discendere anche responsabilità penali? A questa e a tantissime altre domande risponde sul tema della professione sanitaria pone l’avvocato del foro di Rovigo Fulvia Fois nella rubrica Diritto e tutela 3.0 di RovigoOggi.it. Una sorta di vademecum per le persone interessate tra la tutela del diritto alla salute e quello della professione medica



Rovigo - Quando si parla di responsabilità medica ci si riferisce essenzialmente alla responsabilità professionale che è conseguente all’inadempimento delle obbligazioni inerenti lo svolgimento di un’attività medica.

Proprio in questo senso la legge 8 marzo 2017 n. 24, nota anche come Legge Gelli-Bianco, entrata in vigore l’1 aprile 2017 e recante "Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie", si è posta l’obiettivo di intervenire nella materia cercando di attuare un giusto contemperamento tra gli importantissimi valori in gioco, tra i quali vi sono il diritto alla salute e quello di tutela della dignità professionale e personale degli esercenti la professione sanitaria.

Questa riforma contiene norme di carattere penalecivile e amministrativo ed in particolare anche assicurativo.

Ma quando la responsabilità medica fa discendere anche responsabilità penali?
La punibilità del sanitario può essere esclusa? In quali ipotesi?

L’art. 6 della Legge Gelli-Bianco ha introdotto nel nostro codice penale l’articolo 590-sexies, rubricato "Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario".

In base a questa norma Se i fatti di cui agli articoli 589 (omicidio colposo) e 590 (lesioni personali colpose) sono commessi nell'esercizio della professione sanitaria, si applicano le pene ivi previste salvo quanto disposto dal secondo comma.

Qualora l'evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico - assistenziali, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee guida risultino adeguate alle specificità del caso concreto”.

Ma ciò, in altri termini cosa vuol dire?

Significa che l’esercente la professione sanitaria che nell’espletamento del proprio lavoro, commetta i reati di omicidio colposo o di lesioni personali colpose non è punibile se:

  1. l’evento dannoso si è verificato a causa di imperizia, indipendentemente dal grado della colpa (grave, meno grave o lieve). L’esclusione della punibilità non riguarda quindi le ipotesi di eventi commessi per negligenza (ossia per trascuratezza, mancanza di sollecitudine o in conseguenza di un comportamento passivo che si traduce in una omissione di determinate precauzioni) o imprudenza(ossia per una insufficiente valutazione di ciò che si è in grado di fare, per la violazione di una regola di condotta, codificata o lasciata al giudizio del singolo, che impone di non realizzare una determinata azione o di eseguirla ma solo con determinate cautele);
  2. sono state rispettate le raccomandazioni contenute nelle linee guida o – in mancanza – le buone pratiche clinico assistenziali;
  3. le linee guida o le buone pratiche clinico assistenziali sono adeguate al caso di specie.

Considerata l’importanza che la riforma ha attribuito alle linee guida, le stesse, per esplicita disposizione di legge, dovranno essere disciplinate mediante Decreto Ministeriale e aggiornate con cadenza almeno biennale.

Quando c’è la responsabilità civile della struttura sanitaria pubblica e/o privata?

L'articolo 7 della Legge Gelli–Bianco distingue la responsabilità della struttura sanitaria da quella dell’esercente la professione sanitaria.

Più precisamente, la struttura sanitaria, sia pubblica che privata, che nell’esercizio della propria attività si avvale dell'opera di esercenti la professione sanitaria, anche se scelti dal paziente e anche se non dipendenti della struttura stessa, risponde a titolo di responsabilità contrattuale delle loro condotte dolose o colpose ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile. 

La struttura sanitaria risponde civilmente anche rispetto alle prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria?

La risposta è affermativa poiché la struttura sanitaria risponde anche per le prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria, nell'ambito di attività di sperimentazione e di ricerca clinica, in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale ed anche attraverso la telemedicina.

Come può la struttura sanitaria liberarsi dalla propria responsabilità civile?

La struttura sanitaria, per liberarsi dalla propria responsabilità, dovrà dare la prova dell’esatto adempimento della prestazione da parte dell’esercente la professione sanitaria o che l’adempimento è stato inesatto ma non per ragioni imputabili all’esercente.

Il soggetto che ha ricevuto la prestazione sanitaria cosa dovrà provare?

Il danneggiato, invece, dovrà solamente dimostrare il titolo da cui deriva l’obbligazione della struttura sanitaria (ad esempio il cosidetto contratto di ospedalità o la documentazione inerente una specifica prestazione medico/sanitaria, quale il referto).

Quale il danno risarcibile da parte della struttura sanitaria?

Il danno risarcibile è quello che si poteva presumere al tempo in cui è sorta l’obbligazione in capo alla struttura sanitaria, con l’esclusione delle ipotesi in cui l’evento sia stato causato dall’esercente la professione sanitaria con dolo.

Quando si prescrive il diritto all’ottenimento del risarcimento nei confronti della struttura?
La prescrizione del diritto al risarcimento dei danni nei confronti della struttura è di dieci anni.

A quale titolo di responsabilità risponde l’esercente la professione sanitaria?

L'esercente la professione sanitaria, invece, risponde del proprio operato a titolo di responsabilità extracontrattuale ai sensi dell’art. 2043 del codice civile, salvo che abbia agito in adempimento di una obbligazione contrattuale assunta direttamente con il paziente, che rende applicabile la disciplina sulla responsabilità contrattuale valevole per la struttura sanitaria.

Ma il paziente danneggiato cosa deve dimostrare per ottenere il risarcimento dei danni?
Al paziente spetta dimostrare sia il fatto illecito, ossia l’imperizia dell’esercente la professione sanitaria a lui imputabile, il danno e il suo ammontare e il nesso di causa tra la condotta (attiva o omissiva) dell’esercente e il danno sofferto.

Quando si prescrive il diritto all’ottenimento del risarcimento nei confronti l’esercente la professione sanitaria?
La prescrizione del diritto al risarcimento dei danni nei confronti l’esercente la professione sanitaria è di cinque anni

Come si determina l’ammontare del risarcimento del danno?
Il giudice determinerà l’ammontare dei danni in base alle Tabelle di cui agli articoli 138 (danno biologico per lesioni di non lieve entità, che determinano un’invalidità permanente superiore al 9%) e 139 (danno biologico per lesioni di lieve entità, che determinano un’invalidità permanente sino al 9%) del Codice delle Assicurazioni Private, tenendo conto del grado di imperizia dell’esercente la professione sanitaria, cioè il grado della sua mancata adesione alle linee guida e alle buone pratiche di cui si è detto sopra.

Cosa fare per ottenere il risarcimento dei danni subiti?
L'articolo 8 della Legge Gelli-Bianco prevede che chi vuole agire in giudizio per un’ipotesi di responsabilità medico-sanitaria, deve preliminarmenteesperire un ricorso per l’espletamento di una consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ai sensi dell’art. 696 bis del codice di procedura civile o, in alternativa, promuovere la procedura di mediazione civile avanti ad un Organismo di Mediazionein forza del decreto legislativo n. 28 del 4 marzo 2010. 

Alla consulenza tecnica preventiva devono partecipare tutte le parti, comprese le imprese di assicurazione delle strutture sanitarie, pubbliche o private.

Tali imprese assicurative hanno l’obbligo di formulare un’offerta di risarcimento del danno oppure di indicare i motivi per cui ritengono di non doverla formulare.

Qualora il procedimento di cui all’art. 696 bis del codice civile o la procedura di mediazione non porti alla conciliazione delle parti e alla definizione della vertenza, il paziente, per vedere riconosciute le sue ragioni, deve promuovere un’azione civile presentando un ricorso ai sensi dell’art. 702 bis del codice di procedura civile, che dà l’avvio ad un procedimento sommario di cognizione.

E qui si innesta un’importante novità: l’articolo 12 della Legge Gelli-Bianco prevede la possibilità per il paziente di agire direttamente nei confronti dell’impresa di assicurazione che presta la copertura assicurativa alla struttura sanitaria o all’esercente la professione sanitaria, entro i limiti dei massimali per i quali è stato stipulato il contratto di assicurazione.

In questo caso lo stesso articolo prevede il litisconsorzio necessario della struttura sanitaria o dell’esercente la professione sanitaria, che hanno l’obbligo di partecipare al giudizio al pari delle loro compagnie assicuratrici.

Ritenevo il tema trattato particolarmente importante per la natura e delicatezza degli interessi coinvolti vi anticipo che, anche a fronte di vostre indicazioni che potranno giungermi via email, così come già avvenuto in passato, darò corso a maggiori approfondimenti.

                                                                                                                                  Avvocato Fulvia Fois

dirittoetutela3.0@gmail.com
7 gennaio 2018