Morte e ferimento dei propri animali domestici causati da terzi.

DIRITTOETUTELAFOIS.COM - Morte e ferimento dei propri animali domestici causati da terzi. Cosa dice la legge

L'avvocato Fulvia Fois illustra la normativa che permette il risarcimento del danno morale se l'animale domestico perde la vita a causa di azioni dolose

Care lettrici e cari lettori, 

la rubrica di questa settimana tratta di un tema molto delicato, di cui tuttavia si è cominciato a discutere soltanto negli ultimi anni e senza la dovuta sensibilità: sto parlando del risarcimento del danno morale per la perdita del proprio animale domestico.
La morte del proprio amico a quattro zampe è sempre un evento drammatico e destabilizzante, che lascia un vuoto incolmabile nell’individuo, ma cosa prevede la legge al riguardo?

Cerchiamo di fare luce sul punto andando per ordine.
Quali sono le tipologie di danno risarcibile se il nostro animale domestico viene ucciso?
Spettano il danno economico e il danno morale?
Cosa si intende per danno economico?
Cosa si intende per danno morale?

Come avrete intuito è importante individuare due macro-categorie di danni e precisamente:
1) Danno economico: rientrano nella nozione di danno economico tutte le spese sostenute dal proprietario dell’animale, quali ad esempio le spese di soccorso e ricovero, le cure veterinarie resesi necessarie ma anche il prezzo originariamente pagato per l’acquisto di un cucciolo di razza o, ancora, il danno derivante dal mancato guadagno (pensiamo a tutti gli animali che vengono – purtroppo- utilizzati anche per produrre reddito, quali cavalli da corsa o cani da allevamento).
Il danno economico si identifica quindi nelle negative conseguenze patrimoniali ed economiche subite dal proprietario dell’animale pregiudicato.

La giurisprudenza è unanime nel ritenere che il danno patrimoniale sia sempre risarcibile purché ne venga fornita apposita prova (esibendo le relative fatture/ricevute fiscali) e purché lo stesso sia conseguenza immediata e diretta dell’evento dannoso: pensiamo al ricovero presso una clinica veterinaria a seguito dell’investimento del nostro cane da parte di un’automobile.

Il diritto al risarcimento di questa tipologia di danno trova tuttavia una limitazione nell’art. 1227 c.2 c.c., secondo il quale “il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza”: in questa prospettiva, ad esempio, i giudici hanno negato il risarcimento del danno ad un uomo che aveva lasciato libero e senza guinzaglio il proprio cagnolino, poi azzannato a morte da un cane di grossa taglia, in quanto trattasi di danno che avrebbe ben potuto essere evitato dall’uomo usando la normale diligenza, ovvero tenendo al guinzaglio l’animale.

In forza dello stesso principio, inoltre, non è stato ritenuto risarcibile il danno patrimoniale subito da un uomo che aveva scelto di curare il proprio gatto presso una costosa clinica veterinaria: secondo i giudici le spese sostenute sarebbero state eccessive rispetto al valore dell’animale, il cui padrone avrebbe potuto optare per una struttura più economica.

2) Danno morale: per danno morale si intende la sofferenza psicofisica patita da un soggetto in conseguenza di un evento dannoso; nel nostro caso si tratta dunque del valore affettivo e del dolore derivante dalla perdita dell’animale.
La giurisprudenza ritiene che il danno morale sia risarcibile solo ove leda diritti costituzionalmente garantiti dell’individuo, oppure qualora il danno sia conseguenza di una condotta qualificabile come reato.

Per molto tempo i giudici hanno espressamente negato il riconoscimento del danno morale in caso di morte dei propri animali da compagnia, in quanto il rapporto uomo-animale non veniva ricompreso tra i diritti inviolabili costituzionalmente garantiti, ma le cose sembrano essere, almeno parzialmente, cambiate.

È ora pacificamente riconosciuta la risarcibilità del danno non patrimoniale qualora la morte dell’animale sia stata cagionata intenzionalmente da un terzo, integrando così una fattispecie di reato: è stato infatti più volte ammesso il risarcimento del danno morale in casi in cui gli animali d’affezione erano stati volontariamente uccisi, ad esempio attraverso la somministrazione di polpette avvelenate o con altri deplorevoli strumenti, troppo atroci per poter essere anche solo raccontati.

Mi ricordo ancora di quando una mia cara cliente, oramai molti anni fa, mi ha raccontato scioccata e scioccandomi che i suoi vicini di casa avevano ucciso con un forcone un pastore maremmano bianco e poi l’avevano minacciata di ripercussioni personali se li avesse denunciati.

Da ciò emerge che, allo stato dei fatti, il danno morale può essere risarcito soltanto in caso di morte dell’animale derivante dall’altrui condotta dolosa, rimanendo dunque escluse e prive di tutela le ipotesi in cui il decesso sia avvenuto per colpa (pensiamo al caso in cui l’animale perisca dopo essere stato inavvertitamente investito da un’auto) o per negligenza altrui.

Cosa accade se l'animale viene soltanto ferito?

Nel caso in cui il nostro cane o il nostro gatto rimangano solamente feriti, la giurisprudenza dimostra grande insensibilità e arretratezza, negando ogni possibilità di risarcimento del danno morale in quanto l’interesse in gioco, ovvero il mantenimento dell’integrità fisica dell’animale, non viene tutelato dalla Costituzione. 

L’unica possibilità per il proprietario sarà quella di chiedere il risarcimento del danno economico per le spese mediche sostenute.

Da quanto abbiamo detto è chiaro che c’è ancora tanto da fare ed è ancora lontano il giorno in cui i nostri amici a quattro zampe, che per noi ormai sono come membri della famiglia, verranno riconosciuti e tutelati in quanto tali.

In attesa di nuovi interventi sia da parte del legislatore che della giurisprudenza non possiamo far altro che cercare di amarli e proteggerli quanto più possibile, anche se sarà sempre poco rispetto all’affetto incondizionato che ci danno loro.
Occorre fare rete positiva sulla questione, segnalando alle Autorità competenti ogni caso di abuso su animali. 
Basta far finta di nulla. Facciamo valere i diritti degli animali oltre a quelli degli uomini.

Se avete domande da pormi o semplicemente volete suggerirmi qualche argomento di cui parlare, potete farlo compilando il modulo che trovate sul sito www.dirittoetutelafois.com o scrivetemi alla seguente mail:  dirittoetutela3.0@gmail.com


                                                                                                                                                                                                                                                                    Avvocato Fulvia Fois