Nuovo Dpcm Natale: tutte le novità per i festeggiamenti alternativi

DIRITTO E TUTELA FOIS - Nuovo Dpcm Natale: stop agli spostamenti e a Capodanno cena in camera. Tutte le novità per i festeggiamenti alternativi

L'avvocato Fulvia Fois spiega tutti i dettagli dell'ultimo Dpcm che rivoluziona la tradizione delle feste natalizie italiane. E' necessario ricalibrare il fermo nel comune di residenza: un conto è rimanere bloccati a Roma, un altro in un piccolo comune

Care lettrici e cari lettori,
le vacanze natalizie si stanno finalmente avvicinando!
Ecco che scatta la corsa ai regali, ci si sbizzarrisce con gli addobbi e con le preparazioni anche se quest’anno, in realtà, il Natale sarà particolare.
Nelle ultime settimane, molti di noi si sono chiesti se avrebbero potuto trascorrere le festività in famiglia, raggiungendo i parenti lontani o facendo il tradizionale cenone della Vigilia: a tutte queste domande è stata data risposta con le nuove misure anti-Covid entrate in vigore il 4 dicembre scorso.
Il 3 dicembre 2020 il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato quello che è stato subito ribattezzato come “Dpcm Natale”, ovvero un nuovo Decreto che introduce una serie di misure studiate ad hoc in occasione delle imminenti festività natalizie e che fin da subito è stato avvertito come un oltraggio alle tradizioni plurisecolari del nostro Paese, suscitando forti polemiche anche fra i governatori regionali che, facendosi portavoce del malcontento comune, hanno definito le nuove misure come incomprensibili nonché mortificanti per i sacrifici che i cittadini italiani hanno fatto negli scorsi mesi.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta e come, effettivamente, dovremo trascorrere le festività.
In primo luogo, il Governo ha voluto porre fine alle insistenti voci di corridoio che, contando sull’ammorbidimento della dura linea difensiva anti-Covid, davano ormai per sicuri i ricongiungimenti familiari: dal 21 dicembre 2020 e sino al 7 gennaio 2021 saranno vietati tutti gli spostamenti tra regioni, indipendentemente dal colore delle stesse, con un’ulteriore stretta per i giorni 25, 26 dicembre e 1 gennaio, in cui saranno vietati anche gli spostamenti tra Comuni, salvo comprovate esigenze lavorative, di necessità o motivi di salute.
La norma, lungi dal prevedere le deroghe e le concessioni tanto auspicate, parla chiaro: in pratica tutti coloro che sono domiciliati in luoghi lontani o semplicemente diversi dai propri congiunti, potranno trascorrere le feste in famiglia solo ad una piccola, proibitiva, condizione, ovvero partire prima del 21 dicembre e tornare solo dopo il 6 gennaio 2021.
Ma non finisce qui. Sono vietati anche gli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre, nonché del 1 gennaio 2021, anche ubicate in altro Comune della Regione di residenza.
L’unica eccezione risulta essere il ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione, che è considerato sempre consentito.

Per quanto riguarda lo shopping natalizio, invece, dovremo puntare tutto sul prolungamento dell’orario di apertura infrasettimanale dei negozi fino alle ore 21.00 in quanto nelle giornate festive e prefestive rimarranno chiusi i punti vendita presenti all’interno di mercati e centri commerciali, eccezion fatta per farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, supermercati, tabacchi, edicole e punti vendita agricoli e florovivaistici, che rimarrano sempre aperti.

Da dimenticare anche l’idea del bianco Natale. Se pensavate di combattere la tristezza con una bella e rilassante sciata sui monti della vostra Regione vi sbagliavate di grosso! Al fine di evitare pericolosi assembramenti, rimarranno infatti chiusi anche gli impianti sciistici, che riapriranno agli sciatori amatoriali solo a partire dal 7 gennaio 2021, previa adozione di apposite linee guida; saranno invece aperte le strutture ricettive, purché sia rispettato il distanziamento sociale.

Sarà comunque possibile, nel rispetto delle misure suesposte, festeggiare al ristorante: le attività di ristorazione sono infatti permesse dalle 5.00 alle 18.00 (negli alberghi e altre strutture ricettive, invece, gli alloggiati potranno usufruire del servizio di ristorazione senza limiti di orario) anche se, come ormai sappiamo, potremo pranzare per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che i commensali siano tutti conviventi.
Questo significa che una famiglia composta da padre, madre, tre figli e nonna, tutti conviventi nella stessa casa, potranno accomodarsi allo stesso tavolo mentre, qualora più nuclei familiari volessero festeggiare insieme, sarà necessario fare un sacrificio e “dividersi” in tavoli da massimo quattro posti ciascuno.

Il nuovo Decreto, inoltre, conferma il coprifuoco dalle ore 22.00 alle 5.00 del mattino, il che indica che dovremo dire addio anche alla tradizionale Messa di mezzanotte: le funzioni, quindi, dovranno essere anticipate – probabilmente alle ore 20.00/20.30 – e terminare in tempo utile per consentire a tutti di fare rientro nelle proprie abitazioni prima che la lancetta segni le dieci di sera.
Addio, purtroppo, anche agli sfrenati festeggiamenti di Capodanno, doppiamente attaccati dalle nuove disposizioni.
Se da un lato, infatti, alberghi e strutture ricettive saranno aperti, è pur vero che “dalle ore 18.00 del 31 dicembre 2020 e fino alle ore 7.00 del 1 gennaio 2021, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita solo con servizio in camera”; dimentichiamo allora il cenone, i balli di gruppo e i festeggiamenti ma dimentichiamoci anche di scendere in Piazza, per strada o di rincasare all’alba: in occasione del Capodanno, infatti, il coprifuoco sarà esteso dalle ore 22.00 del 31 dicembre 2020 fino alle ore 7.00 del 1 gennaio 2021 e gli spostamenti saranno permessi soltanto per comprovate esigenze lavorative, di salute o di necessità. Per omaggiare il nuovo anno dovremo allora attendere ancora un po’.

Si tratta di misure molto dure che è sicuramente difficile comprendere e accettare. L’idea di passare le Feste lontani dai propri affetti non può che rattristare nel profondo ognuno di noi ma non dobbiamo dimenticarci che questo sacrificio che tutti siamo chiamati a fare, serve proprio per tutelare i nostri cari e chissà, forse servirà a rendere ancora più magico il momento in cui potremo riunirci e tornare a festeggiare tutti insieme.

Da ultimo una mia nota polemica a fronte dell’ingiustizia del Dpcm Natale laddove non viene calibrato il divieto di uscire dal Comune di Residenza senza tener conto della popolosità di detto comune. Porre lo stesso divieto a Roma e a Rosolina, Porto Viro o altri comuni delle stesse dimensioni è per me una grandissima ingiustizia e ancor più una violazione costituzionale che rischia di portare ad un conflitto sociale.
Questo Paese si sta sgretolando oltre che economicamente anche nei valori, nell’umanità nelle convinzioni e tradizioni che sono in grado di dar forza alle persone per superare gli ostacoli.
Io sono con il mio governatore Zaia al quale chiedo di convincere Conte a ricalibrare immediatamente la questione perché al cuor non si comanda!

Ad ognuno le proprie responsabilità a fronte di decisioni prese totalmente anti-persona.
Ditemi la Vostra.
Se avete delle domande o volete propormi un argomento di cui parlare potete farlo scrivendomi all’indirizzo e-mail dirittoetutela3.0@gmail.com.

                                                                                                                                                                                                                                                          Avvocato Fulvia Fois