Pas:
Sindrome da alienazione parentale a seguito di separazione e divorzio.

Separazioni dolorose e aggressive. Che tutele ci sono?

DIRITTO E TUTELA 3.0 ROVIGO L’avvocato Fulvia Fois affronta il tema dell’allontanamento fisico ed affettivo tra genitore e figlio dopo una separazione 

Visite genitore-figlio ostacolate (orari e condizioni non compatibili con le esigenze di vita dell’altro genitore) o interrotte. Espressioni denigratorie e false accuse finalizzate ad avere come alleato il figlio. L’avvocato Fulvia Fois spiega come tutelarsi se accade

Rovigo - Quando si parla di separazione, sia a seguito di un matrimonio finito che di una convivenza more uxorio, uno degli aspetti che causa più sofferenza ed è più umanamente difficile da gestire e quindi affrontare è quello relativo all’allontanamento non solo fisico ma soprattutto affettivo dei figli.
Succede sempre più frequentemente che il genitore affidatario/collocatario renda partecipi i figli del proprio conflitto coniugale e delle proprie ragioni di risentimento. In altri termini, i figli vengono utilizzati come strumento di pressione e di ricatto, ai danni del genitore non collocatario, normalmente il padre.
Tale fenomeno viene descritto come “Sindrome da alienazione parentale”, altrimenti conosciuta come “Sindrome Pas”.

Cos’è la “Sindrome Pas”? Una malattia?
L’alienazione genitoriale non è certamente una malattia o un disturbo psichico della persona, ma è una sindrome, un’alterazione abusiva della relazione tra genitori e figli. 
Consiste nell’interruzione radicale del rapporto tra genitore e figlio, o nel divenire esso particolarmente difficoltoso a causa del rifiuto che il figlio esprime, a parole o con comportamenti, nei confronti del genitore. Rifiuto che è da ritenersi conseguenza del comportamento tenuto da uno dei genitori (alienatore) verso i figli e teso a fomentare negli stessi odio e avversione nei confronti dell’altro genitore (alienato). L’alienazione, dunque, consiste in una sorta di lavaggio del cervello che porta i figli a perdere il contatto con la realtà degli affetti e ad esibire un astio ed un disprezzo ingiustificato verso il genitore alienato.

Un caso esemplificativo di Pas
Per comprendere il fenomeno basti pensare, a solo titolo esemplificativo, alla madre di un minore che vede porre fine al suo matrimonio/convivenza a seguito di un tradimento da parte del marito. La conflittualità in questo caso è indubbiamente alta e può facilmente portare a mescolare il rapporto genitori-figli e quello marito-moglie, i quali dovrebbero viaggiare sempre su binari paralleli. 
Il figlio verrà, nella maggior parte dei casi, coinvolto nel dolore e nell’odio nutrito dalla madre nei confronti del padre, finendo per diventare lo strumento di ritorsione per eccellenza, utilizzato dal coniuge tradito per “farsi giustizia da solo”. 
La madre, quindi, ferita dal tradimento, comincerà ad ostacolare le visite o imporre orari e condizioni non compatibili con le esigenze di vita del padre; ancora, utilizzerà espressioni denigratorie o false accuse, finalizzate ad avere come alleato il figlio. 
Le conseguenze saranno che quest’ultimo inizierà ad appoggiare/condividere sino a far sua la visione della madre e comincerà ad esprimere, in modo apparentemente autonomo, astio, disprezzo e denigrazione contro il padre, fino a giungere, nei casi più gravi, al totale rifiuto del genitore.

Chi ne paga maggiormente le conseguenze?
A pagare il prezzo di tale condotta non sarà solo il genitore odiato/rifiutato ma soprattutto il figlio che si vedrà leso nel diritto fondamentale alla bigenitorialità.
Come noto questo diritto si concretizza nella possibilità per il minore di mantenere il rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare i rapporti significativi con i nonni e con i propri parenti di ciascun ramo genitoriale.  
Tale diritto è riconosciuto a livello nazionale dall’art. 337 ter c.c., ma anche a livello sovranazionale, sia europeo nell’art. 8 CEDU, sia internazionale nella Convenzione sui diritti dell’Infanzia sottoscritta a New York nel 1989.

Esiste una tutela per il genitore alienato?
Tra i rimedi contro l’alienazione parentale si devono maggiormente valutare quelli a carattere preventivo, che potrebbero costituire il vero rimedio. 
In questo senso sarebbe buona norma, fin dall’avvio dell’iter separativo, rivolgersi ad un professionista per un percorso di mediazione familiare per ottenere una sorta di formazione sulle buone regole di comportamento e dialogo da seguire nell’interesse dei figli. 
Quando ciò manca o non è sufficiente, occorrerà adire l’autorità giudiziaria per vedere tutelati i propri diritti, lesi dalle condotte alienanti dell’altro genitore. 
In tal senso la svolta epocale si è avuta con la sentenza n. 6919 del 2016 della Corte di Cassazione,  con  la quale si è statuito che non compete al Giudice dare giudizi sulla validità o invalidità delle teorie scientifiche della Pas, ma spetta allo stesso, invece, accertare la veridicità dei comportamenti denunciati e motivare adeguatamente le ragioni dell’ostinato rifiuto del genitore da parte del figlio, utilizzando i comuni mezzi di prova che sono tipici e specifici della materia, incluse le presunzioni.

Per la Cassazione non bisogna, infatti, dimenticare che la capacità di preservare le relazioni parentali con l’altro genitore in maniera continuativa rientra tra i requisiti di idoneità genitoriale e qualora vengano appurate responsabilità riconducibili all’alienazione genitoriale da parte di uno dei coniugi, il Tribunale potrà optare, nei casi più gravi, per l’affidamento esclusivo, anziché quello condiviso (che, invece, è la regola).

E’ una sentenza molto importante perché evidenzia come la finalità fondamentale delle pronunce sull’affidamento della prole è preservare il diritto alla bigenitorialità, inteso come esigenza primaria e fondamentale del minore di ricevere affetto, cura, attenzione educazione e istruzione da entrambi i genitori, i quali, anche in situazioni di alta conflittualità, devono concentrarsi sugli interessi primari dei loro figli per garantire loro una crescita sana ed armoniosa
Fulvia Fois
avvocato
8 aprile 2018
Comunicazione Publiredazionale