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Come tutelare il patrimonio familiare: prevenire rischi e proteggere il futuro

Care lettrici e cari lettori, questa settimana voglio affrontare con voi un tema che tocca moltissime famiglie e spesso nei momenti più delicati della vita: la tutela del patrimonio familiare.

Quando si parla di patrimonio si è soliti pensare immediatamente a immobili, auto, conti correnti a sei zeri e grandi ricchezze.

In realtà, il patrimonio familiare comprende anche beni meno “visibili” come quote societarie, investimenti, polizze assicurative, ovvero tutto ciò che, nel tempo, ogni famiglia è riuscita a costruire con sacrificio e dedizione.

Possono però presentarsi delle situazioni che rischiano di mettere in pericolo tutto questo o che richiedono una particolare tutela.

Pensiamo ad una crisi coniugale, una situazione di indebitamento, alla fragilità di alcuni membri della famiglia o al passaggio generazionale di immobili, aziende o risparmi.

In tutti questi casi, una mancata pianificazione può esporre il patrimonio a rischi di aggressione, a liti familiari e anche a controversie giudiziarie.

Fortunatamente, il nostro ordinamento prevede una serie di strumenti che, se usati in modo consapevole, possono offrire una protezione significativa.

In primo luogo, estremamente rilevante è la scelta del regime patrimoniale della famiglia.

In questo senso, ad esempio, se la scelta della comunione dei beni può essere utile per perseguire e realizzare progetti di vita e di investimento condivisi, la separazione dei beni – in cui i patrimoni di ciascun coniuge restano indipendenti e non vincolati tra loro – può aiutare nella gestione di problematiche future quali crisi di coppia o situazioni debitorie, onde evitare che i debitori di un coniuge possono aggredire i beni dell’altro.

Per i conviventi una buona idea potrebbe essere quella di stipulare un contratto di convivenza volto a regolamentare per iscritto aspetti patrimoniali della vita in comune come la divisione delle spese, la gestione dei conti o le determinazioni patrimoniali in caso di cessazione del rapporto, onde evitare future spiacevoli discussioni.

Non solo.

Può accadere che un nucleo familiare sia composto da soggetti particolarmente fragili come minori o soggetti diversamente abili ai quali risulta assolutamente necessario garantire una parte del patrimonio, anche in prospettiva futura, quando gli stessi non potranno più contare sulla cura e il supporto dei genitori o di altri familiari.

Anche per questi casi, il nostro ordinamento prevede strumenti di segregazione patrimoniale che – se correttamente impostati – permettono di destinare determinati beni a specifiche finalità familiari, mettendoli in parte al riparo da vicende personali dei singoli membri.

Sul punto, particolarmente rilevante è la legge 22 giugno 2016, n. 112, nota come legge “Dopo di noi”, volta a tutelare le persone con disabilità grave, prevedendo la possibilitàdi istituire trust, vincoli di destinazione e fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione al fine digarantire l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza della persona con disabilità grave anche nel momento in cui dovessero trovarsi prive del sostegno familiare (ad es. dopo la morte dei genitori).

Ultima, ma non certo meno importante, accortezza al fine di tutelare il patrimonio familiare è quella di redigere un testamento al fine di evitare conflitti tra eredi, assicurare continuità all’azienda di famiglia o tutelare il familiare fragile.

COSA NE PENSO IO?

La tutela del patrimonio familiare è una scelta di organizzazione e responsabilità che riguarda ogni famiglia.

Pianificare per tempo significa ridurre i rischi, prevenire conflitti e gestire con maggiore consapevolezza i passaggi più delicati della vita personale e patrimoniale.

Il diritto offre strumenti efficaci ed è essenziale conoscerli e saperli utilizzare per ridurre il più possibile il rischio di criticità.

Avv. Fulvia Fois



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