Diritto di visita dei nonni: sì ma sempre nel rispetto dell’interesse del minore

Care lettrici e cari lettori, questa settimana voglio parlare con voi di una questione davvero interessante e particolare che ritengo utile per diversi spunti di riflessione.
Il caso riguarda una famiglia come tante in cui nasce un bambino. Dopo la nascita del bambino, tuttavia, la nuora comincia a dimostrare del distacco nei confronti della suocera.
In particolare, la donna in più occasioni avrebbe stabilito che i suoceri potessero vedere il nipotino soltanto nel luogo e all’ora con lei precedentemente concordati e sempre senza potersi allontanare con il piccolo.
Ancora, la nuora avrebbe negato alla suocera la possibilità di occuparsi del piccolo presso la sua abitazione mentre lei si trovava al lavoro, preferendo affidare il neonato alle cure dei nonni materni affinché se ne occupassero nelle ore in cui lavorava.
Secondo la suocera, la perdurante ostilità dimostrata dalla donna nei suoi confronti e la conseguente impossibilità di prendersi cura del nipotino, hanno determinato in lei gravi disagi dello stato psico-fisico che l’avevano portata ad un abbassamento del tono dell’umore e, a suo dire, anche alla separazione dal marito.
Ritenendo, dunque, la nuora responsabile del pregiudizio sofferto, la donna chiede il risarcimento dei danni subiti.
Il Tribunale, tuttavia, rigetta le richieste della donna e così il caso arriva alla Corte d’Appello.
Ebbene, la Corte d’Appello competente, pronunciandosi sulla questione, riconosce che il legame tra nonni e nipoti, ritenuto altamente significativo per quanto concerne l’educazione, la crescita e il sostegno del minore, trova riconoscimento anche nell’art. 317 del Codice Civile, che sancisce il diritto dei nonni di mantenere significativi rapporti con i nipoti minorenni, nonché il diritto di ricorrere all’autorità giudiziaria qualora l’esercizio di tale diritto venga loro impedito.
Sicuramente, dunque, il legame tra nonni e nipoti è importante e va tutelato.
Tuttavia, i giudici ricordano che il diritto dei nonni di vedere e trascorrere del tempo con i nipotini non è automatico ed assoluto e può trovare un limite nel momento in cui può essere d’ostacolo allo sviluppo sereno ed equilibrato del minore.
Ad esempio, la limitazione o l’interruzione dei rapporti con i nipoti, può trovare ragionevole giustificazione quando la frequentazione con i nonni non risulta funzionale ad una crescita serena ed equilibrata del minore o quando comporta per lo stesso un turbamento e disequilibrio affettivo.
Allo stesso modo, anche la tenera età del bambino può giustificare una limitazione dei rapporti con gli ascendenti.
Infatti, secondo i giudici, durante la primissima infanzia, ed in particolar modo durante l’allattamento, “il dovere di prendersi cura del bambino spetta innanzitutto ai genitori, destinatari della relativa responsabilità genitoriale, nell’ambito di un rapporto di cura dove – peraltro – la madre risulta essere l’unico soggetto in grado di garantire al neonato le cure indispensabili alla sua crescita, da prestare continuativamente ad a distanza di poche ore, tra cui l’allattamento naturale al seno” (Corte d’Appello di Firenze, n. 2070/2025).
Il messaggio è quindi chiaro: nei primi mesi di vita del bambino, il coinvolgimento dei nonni nella vita del nipote è necessariamente più limitato e non può essere imposto unilateralmente.
Insomma, il criterio fondamentale da seguire nella gestione del rapporto tra nonni e nipoti, è quello del preminente interesse del minore che, a seconda della propria natura e gravità, può prevalere su quello dei genitori o degli altri familiari.
Ciò premesso e considerato che i fatti contestati risalgono a quando il piccolo aveva solo pochi mesi, è stato ritenuto che le condotte della nuora non costituiscano violazione di alcun dovere giuridico, essendo le stesse dettate non tanto da capricci della nuora, quanto piuttosto dalla necessità di rispondere alle esigenze del figlio.
COSA NE PENSO IO?
Questa vicenda ci ricorda come la corretta applicazione del diritto non può e non deve considerare un unico punto di vista, essendo invece essenziale soppesare tutti gli interessi in gioco, anche i più piccoli e fragili.
In questo senso, la giurisprudenza è chiamata a intervenire con misura, senza forzare i legami, ma proteggendo chi più ne ha bisogno.
Avv. Fulvia Fois

