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Foto dei figli sui social: cosa succede se i genitori non sono d’accordo?

Care lettrici e cari lettori, questa settimana voglio affrontare con voi un tema che riguarda la quotidianità di moltissime famiglie: la pubblicazione sui social network di foto di bambini e ragazzi da parte di nonni, zii, amici di famiglia… senza che i genitori ne sappiano nulla o senza che siano d’accordo.

Tutti abbiamo visto foto di minori condivise con leggerezza dopo una festa di compleanno, una recita scolastica o una giornata al parco.

Tuttavia, non sempre ci si rende conto che questo gesto, apparentemente innocuo, può essere giuridicamente illecito e, soprattutto, potenzialmente pericoloso per il minore.

Pubblicare la foto di un minore sui social, infatti, significa diffondere ed esporre ad una platea sterminata e difficilmente controllabile l’immagine e i dati personali di un soggetto particolarmente vulnerabile.

La pubblicazione della foto di un minore sui social costituisce un trattamento di dati personali che può incidere sul diritto all’immagine e alla riservatezza del minore stesso.

Inoltre, una volta online l’immagine può essere condivisa, salvata, riutilizzata da altri utenti e potenzialmente inserita in contesti inappropriati o addirittura pericolosi.

Basti pensare che lo stesso Garante della Privacy ha ribadito più volte il rischio concreto di fenomeni come furto d’identità, pedopornografia, cyberbullismo, sfruttamento sessuale online, soprattutto quando le immagini sono facilmente riconoscibili e associate a luoghi e abitudini del minore

Stante la delicatezza del tema, negli ultimi anni i Tribunali italiani e anche la Corte di Cassazione hanno avuto modo di occuparsi più volte di immagini di minori, chiarendo che la pubblicazione di foto di minori sui social richiede il preventivo consenso esplicito di entrambi i genitori, trattandosi di atto che eccede l’ordinaria amministrazione e incide su dati personali sensibili.

In mancanza di tale consenso, i genitori possono chiedere la rimozione delle immagini pubblicate, ed eventualmente chiedere che al soggetto venga inibito di tenere ulteriori simili comportamenti.

Attenzione! Affinché la pubblicazione sia lecita non è sufficiente la volontà di un solo genitore, ma è necessario il consenso di entrambi.

Questo significa non solo che il terzo che voglia pubblicare la foto di un minore deve preventivamente raccogliere il consenso di entrambi i genitori, ma anche che ciascun genitore può pubblicare foto dei propri figli solo se c’è il consenso dell’altro.

In presenza di un dissenso espresso da parte di uno dei genitoriil comportamento dell’altro che continua a pubblicare foto può essere ritenuto contrario all’interesse del minore e, quindi, censurabile anche in sede giudiziaria.

Si tratta, in altre parole, di una decisione che esige un confronto responsabile tra i genitori, anche quando il rapporto personale fra loro è interrotto o conflittuale.

Ma che cosa può fare, concretamente, il genitore che non è d’accordo alla pubblicazione delle foto?

Il genitore che non condivide la scelta dell’altro di esporre il figlio sui social non è privo di strumenti: a seconda della gravità della situazione e dell’urgenza, può infatti chiedere bonariamente all’altro la rimozione del contenuto e, se la richiesta non sortisce gli effetti sperati, può ricorrere al giudice al fine di ottenere un’ordinanza di rimozione immediata delle foto.

Nei casi più seri, soprattutto in presenza di una vasta diffusione, di contenuti particolarmente delicati o di una ostinata violazione delle decisioni giudiziarie, può essere richiesta anche la condanna al risarcimento del danno non patrimoniale in favore del minore.

COSA NE PENSO IO?

Ogni immagine pubblicata oggi contribuisce a costruire l’identità digitale di un minore che, troppo spesso, non ha ancora la possibilità di scegliere consapevolmente come apparire agli occhi del mondo. Per questo, prima di agire, è fondamentale chiedersi se ciò che stiamo pubblicando risponde davvero all’interesse del minore o soltanto al bisogno dell’adulto di condividere.

Avv. Fulvia Fois



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