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Ignorare una multa: quali conseguenze?

Care lettrici e cari lettori, questa settimana voglio parlare con voi di un tema particolare ma per nulla scontato ovvero il fatto di ricevere una multa e… ignorarla.

C’è chi non ritira la raccomandata, chi non apre la busta, chi lascia passare i giorni senza pagare o senza fare ricorso, ignorando completamente la sanzione.

Il problema è che, nel frattempo, i termini scorrono e le conseguenze possono diventare sempre più pesanti.

Ma quindi, quali conseguenze può avere il fatto di ignorare una multa?

In primo luogo, è bene chiarire che il rifiuto di ricevere una raccomandata o il mancato ritiro del plico non impediscono, di per sé, il prodursi degli effetti della notifica, con conseguente decorrenza dei termini.

Una volta ricevuta la multa, si aprono tre possibilità: pagare la sanzione, presentare ricorso oppure non fare nulla.

Proprio quest’ultima è la scelta che molte persone fanno, spesso senza sapere che, così facendo, la multa non rimane “immobile” ma può trasformarsi, nel tempo, in un debito più oneroso, con spese di notifica e di riscossione, potendo portare addirittura all’adozione di misure che incidono concretamente sul patrimonio del destinatario.

Normalmente, il Codice della strada prevede il pagamento in misura ridotta entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notificazione del verbale.

In molti casi è possibile beneficiare della riduzione del 30% pagando entro 5 giorni, purché ricorrano le condizioni previste dalla legge.

Se si ritiene che la sanzione sia ingiusta, è possibile proporre ricorso al Prefetto entro 60 giorni oppure al Giudice di pace entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione, secondo le regole previste dagli artt. 203 e 204-bis del Codice della strada.

Se il termine decorre senza che sia intervenuto il pagamento o senza che sia stato proposto ricorso, l’importo contestato diventa definitivo e l’autorità può procedere alla riscossione coattiva

In questo caso, il soggetto può ricevere una cartella di pagamento oppure un diverso atto in cui, oltre all’importo originario, vengono computati anche maggiorazioni, interessi e spese.

Se il contribuente continua a non pagare, l’agente della riscossione può avviare procedure cautelari o esecutive tra cui anche pignoramenti di somme, stipendi, pensioni o crediti presso terzi.

Cosa fare, allora, quando arriva una multa?

Prima di tutto, è fondamentale leggere con attenzione quanto ricevuto per verificare che i dati riportati siano corretti e che non vi siano errori. 

È poi importantissimo anche conservare la busta o la prova di consegna dell’atto e rispettare i termini indicati per valutare se procedere al pagamento della sanzione o se, invece, presentare formale ricorso.

Lo stesso dicasi nel caso in cui si riceva una cartella di pagamento o un pignoramento: verificare subito la situazione, le notifiche precedenti e gli strumenti eventualmente ancora disponibili può evitare che un importo inizialmente contenuto si trasformi in un problema molto più serio.

COSA NE PENSO IO?

Le multe sono spesso percepite come pratiche fastidiose e di poca importanza, soprattutto quando l’importo iniziale non sembra elevato, eppure, sottovalutarle può generare conseguenze anche importanti.

Per questo, anche in questo caso, è essenziale essere consapevoli di ciò a cui si va incontro al fine di poter valutare come agire e tutelare concretamente i propri diritti.



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