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Rifiuto di sottoporsi all'alcoltest: cosa si rischia davvero ?

Care lettrici e cari lettori, questa settimana voglio parlare con voi di uno strumento che molti automobilisti conoscono, ma di cui spesso si sottovalutano le conseguenze, ovvero l’alcoltest, e in particolare il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolemici richiesti dalle Forze dell’Ordine.

Il Codice della strada consente a Polizia Stradale, Carabinieri, Polizia Locale e agli altri organi di controllo di richiedere l’alcoltest quando il conducente è coinvolto in un incidente, mostra segni di alterazione (come guida irregolare, alito vinoso, difficoltà di equilibrio) oppure nell’ambito di normali posti di blocco su strada.

In queste situazioni, gli agenti possono effettuare accertamenti preliminari con apparecchi portatili e, se necessario, procedere con l’etilometro omologato o, nei casi più gravi, con prelievo ematico in ospedale richiesto dalla polizia giudiziaria

Molte persone pensano che rifiutarsi di sottoporsi ad alcoltest sia una buona idea e che, comunque, comporti conseguenze meno gravi di quelle che potrebbero derivare dalla rilevazione del tasso alcolico, ma è davvero così?

Innanzitutto, occorre chiarire che per “rifiuto di sottoporsi all’alcoltest” si intende il comportamento del conducente che, fermato per un controllo, nega il consenso agli accertamenti sul tasso alcolemico previsti dall’articolo 186 del Codice della Strada.

Il rifiuto va interpretato in senso ampio, rientrando nella nozione non solo il rifiuto espresso, ma anche le condotte elusive o non collaborative, poste in essere da chi, pur adeguatamente informato sulle modalità del test, ostacola di fatto l’esecuzione dell’accertamento: pensiamo, ad esempio, al soggetto che non soffia correttamente nell’etilometro, interrompe ripetutamente la prova o si allontana improvvisamente.

Ebbene, il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest è punito dall’articolo 186, comma 7 del Codice della Strada il quale stabilisce che al soggetto che rifiuta di sottoporsi ad alcoltest devono essere applicate le stesse pene previste per il caso più grave di guida in stato di ebbrezza, cioè con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l.

In altre parole, la scelta di non sottoporsi al test non “evita” il problema, ma comporta l’applicazione delle sanzioni più pesanti tra quelle previste per la guida in stato di ebbrezza.

Più precisamente, chi rifiuta di sottoporsi ad alcoltest rischia di vedersi applicata l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da 6 mesi a 1 anno, nonché la sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni, con durata raddoppiata se il veicolo appartiene a persona estranea al reato e addirittura revoca della patente in caso di recidiva nel biennio.

In sintesi, rifiutarsi di fare l’alcoltest non è una soluzione, ma un problema in più.

Anche se nel nostro ordinamento il rifiuto di sottoporsi ad alcoltest integra un reato, va comunque precisato che ci possono essere delle situazioni “limite” in cui lo stesso può ritenersi “giustificato”.

Ciò avviene, ad esempio se, in caso di accertamenti urgenti e indifferibili (come a seguito di un incidente) non sono state rispettate le garanzie minime quali l’avviso del diritto di farsi assistere da un difensore, oppure se il rifiuto è stato dettato da ragioni oggettive e documentate di salute come, ad esempio, condizioni respiratorie gravi che impediscono di soffiare nell’etilometro e che, comunque, devono essere documentalmente provate.

COSA NE PENSO IO?

Credo che l’unica strada davvero sicura – per sé e per gli altri – resta sempre quella di non mettersi alla guida dopo aver bevuto.

Tuttavia, se ci si trova coinvolti in un controllo o in un incidente, è fondamentale mantenere la calma, collaborare con le forze dell’ordine e, quando necessario, rivolgersi tempestivamente ad un professionista per essere assistiti e tutelati nel rispetto delle proprie garanzie.

Questa è una rubrica di informazione e divulgazione giuridica che ha il solo scopo di voler contribuire a livello sociale alla conoscenza dei propri diritti in quanto è mia convinzione che solo così è possibile tutelarli efficacemente dal punto di vista legale.



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