Ti stanno spiando on-line? Ecco gli accorgimenti per tutelarti

Care lettrici e cari lettori, questa settimana voglio parlarvi di una situazione in cui sono sicura che ognuno di voi si è trovato almeno una volta.
Vi è mai capitato di cercare un’informazione o un prodotto online e poi, improvvisamente, essere bersagliati di pubblicità riguardo quel prodotto?
E vi è mai capitato di veder spuntare sui social o sui siti che frequentate delle inserzioni relative ad argomenti di cui avete, guarda caso, parlato solo qualche minuto prima?
Queste strane “coincidenze” sono rese possibili dal tracciamento continuo e dalla profilazione che sono il frutto delle scelte e delle informazioni che ogni giorno, quasi inconsapevolmente, accettiamo di cedere ai terzi.
Quante volte, dopo aver installato delle applicazioni o mentre navighiamo su un sito, accettiamo in blocco i termini e le condizioni di utilizzo senza pensare troppo alle conseguenze?
Eppure, questo semplice gesto ha delle conseguenze importanti.
Nei servizi digitali, infatti, l’utente non sa che, quasi sempre, quando accetta di fornire i propri dati e le proprie informazioni al gestore del sito, questo le rivende agli inserzionisti in forma di pubblicità mirata.
Sul fenomeno è intervenuta anche la Corte di giustizia dell’Unione Europea che ha affrontato il tema della pubblicità mirata basata su un incrocio massivo di dati provenienti sia dalla piattaforma social sia da siti terzi ad essa collegati.
La Corte, in particolare, ha ribadito che per poter trattare i dati di un soggetto è sempre centrale e necessario il consenso esplicito dello stesso ai sensi dell’art. 9 GDPR, non bastando la semplice sussistenza di un interesse legittimo da parte dei gestori.
Oltre a ciò, l’art. 22 del GDPR riconosce all’interessato il diritto a non essere sottoposto a una decisione basata unicamente su un trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici o comunque significativi sulla sua persona.
Nonostante il dato normativo sia chiaro, la tutela dei propri dati personale sembra essere un fenomeno sempre più complesso, anche a fronte delle continue evoluzioni tecnologiche.
Pensiamo, ad esempio, al fenomeno del cd. web scraping, consistente nella raccolta massiva di dati dal web, inclusi social e siti personali.
Si tratta di un fenomeno estremamente pericoloso atteso che amplifica il rischio di raccolta indiscriminata di dati personali e, conseguentemente, che gli stessi siano riutilizzati per finalità del tutto diverse da quelle per cui erano stati pubblicati.
Ma allora quali sono le accortezze da avere per evitare che i propri dati personali diventino “merce di scambio”?
In primo luogo, è fondamentale verificare sempre l’informativa privacy delle pagine web visitate: anche se si è impazienti di leggere un certo contenuto o una determinata notizia, è importante non cliccare “accetta” a cuor leggero e istintivamente, prendendosi invece il tempo per leggere e capire quali dati stiamo cedendo e per quali finalità.
Estremamente importante è anche controllare le impostazioni di privacy sui propri social ed eventualmente disattivare, se non desiderata, la pubblicità personalizzata.
COSA NE PENSO IO?
La nostra quotidianità è talmente frenetica che la corsa all’informazione fa passare in secondo piano le cose veramente importanti.
Siamo così tanto presi a cliccare “accetta” da dimenticare che, dietro quel gesto automatico, stiamo spesso cedendo una parte di noi.
In un mondo sempre più digitale, proteggere i propri dati personali significa proteggere la propria identità: è una consapevolezza che oggi non possiamo più permetterci di ignorare.
Avv. Fulvia Fois

